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La resilienza è la forza nella sofferenza

Tratto dalla rivista BANCAMICA 08 N2 WEB

della bcc Monte Pruno Roscigno Laurino

La resilienza è la forza nella sofferenza

 Scritto da Pietro Cusati Direttore Amministrativo del Ministero della Giustizia Giudice Tributario

Nelle difficoltà occorre sviluppare la capacità di resistere e risalire

“Sarete nel pianto di mamma, nel mesto ricordo di papà, di chi vi donò la vita. Sarete dolce sorriso di Dio, che vi accoglie, candidi gigli, nel Suo Giardino fiorito, ricco di canti felici”. “Vite falciate” è la poesia che il poeta  Mario Senatore,  figlio di Padula, ha dedicato ai quattro  angeli di Sassano, vittime della terribile  tragedia  del  28  settembre scorso. Vite spezzate  prematuramente  e  strappate all’affetto delle famiglie e degli amici. Come ci ricorda un versetto del Vangelo di San Matteo: “In verità vi dico che tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più piccoli di questi miei fratelli lo avete fatto a me”. Negli ultimi anni sono state più di cinquanta le vittime sulle strade del Vallo di Diano e del Golfo di Policastro. L’associazione per la sicurezza stradale Life, domenica 9 novembre scorso, con una messa celebrata da Monsignor Antonio De Luca,Vescovo della Diocesi di Teggiano -Policastro, presso il Santuario Francescano di Polla, ha ricordato le vittime sulla strada nel Vallo di Diano. Inoltre, Papa Francesco all’udienza generale  del 12 novembre scorso, alla presenza di una delegazione del Comune di Sassano, dopo la catechesi, commosso ha salutato “le famiglie con vittime  di incidenti stradali”. Un messaggio autentico che ha commosso tutti i presenti. Un altro gesto di generosità  viene dalla famiglia dell’operaio di Polla Giuseppe Sacco che ha voluto donare gli organi, “Donare è vita”, un modo per trovare la forza di andare avanti e per non morire dentro. Per dirla con le parole di Sant’Agostino: “Asciuga le tue lacrime, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace..”.

Resilienza ,infatti, è la capacità umana di adattarsi alle cose non semplici che la vita a volte ci offre. A mio avviso, resilienza significa anche rigenerarsi, “riprendersi” dalle difficoltà , dalle esperienze difficili, sia pure sotto  forma diversa rispetto  a quella precedente all’evento traumatico. Non lasciarsi abbattere dalle difficoltà e dagli eventi negativi, occorre sviluppare la capacità di resistere e risalire . “Possiamo fare tanto con poco… perché non mettersi in gioco?”

È il motto di una associazione di volontario e di solidarietà di Sala Consilina che offre ad alcuni disabili un giro a bordo di un’auto d’epoca come co-piloti, tra i paesi del Vallo di Diano. Ora non contano le parole ma il silenzio del ricordo che nasce nel cuore di ciascuno di noi. La vita con le sue ombre ed i suoi tramonti bisogna viverla fino in fondo e chi resta nel cuore, non muore mai .

Resilienza: usare le proprie risorse per fronteggiare gli ostacoli.

Una capacità da imparare lavorando su se stessi

Resilienza è un termine usato in ingegneria per descrivere quei materiali in grado di assorbire energia, senza che questo determini una rottura del materiale stesso.

Questo termine è stato mutuato dalla psicologia per descrivere la capacità di reagire a un evento traumatico o fortemente stressante. La reazione a questi eventi permette di riorganizzare la propria vita emotiva, psichica, relazionale, in modo da far fronte in modo positivo a un momento di grande difficoltà. Una caratteristica delle persone resilienti è di essere dotate di un locus of control interno. Il locus of control (luogo di controllo) può essere interno o esterno. Nel primo caso, in poche parole, un individuo sente di essere artefice del proprio destino, grazie alle sue capacità e risorse. Nel secondo caso (locus of control esterno) il soggetto crede che la sua vita sia determinata dal destino, dal fato, da forze che non può gestire e che determinano e dirigono la sua vita.

Di fronte a un evento traumatico una persona dotata di locus of control interno, farà uso di tutte le sue risorse interne, cognitive, emotive, relazionali, interpersonali e familiari per cercare di reagire. In altre parole non si lascerà abbattere da un evento negativo, per quanto stressante possa essere. Giova ricordare che la resilienza è stata studiata in persone che sono state  vittime di grandi catastrofi come terremoti e alluvioni, o che hanno vissuto in periodi di guerra.

Si tratta quindi di persone che sono riuscite a fronteggiare  condizioni estreme  e a riorganizzare la propria vita in modo positivo facendo leva sulle proprie risorse.

Persone dotate di una spiccata resilienza, spesso hanno vissuto nei primissimi anni di vita un legame di attaccamento sicuro con i propri genitori. Hanno avuto figure di accadimento presenti, amorevoli e incoraggianti. Sono state  spinte fin dai primi anni di vita a considerare il proprio comportamento come dipendente da loro, con tutte le conseguenze negative e positive che questo comporta.

Si può imparare a essere resilienti? La risposta è affermativa. Se è vero che ci sono persone che sembrano naturalmente dotate di questa capacità, è altrettanto vero che si può imparare, lavorando su se stessi, a guardare in modo positivo a tutte le risorse che abbiamo e di cui possiamo fare uso, anche nei momenti più difficili. Ho iniziato dicendo come il termine resilienza sia usato in ingegneria per descrivere la proprietà dei materiali. A differenza dei materiali, gli uomini possono acquisire questa capacità, anche se non ne sono naturalmente dotati. Una psicoterapia termina, non soltanto quando i sintomi sono risolti, ma quando il terapeuta pensa che il suo paziente abbia acquisito gli strumenti per fronteggiare  da  solo  le  difficoltà.

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